

«Il mio cane ha morso una persona»: ecco chi dovrà risarcire i danni
La nostra rubrica su diritto e tutela del benessere degli animali, tenuta dall’avvocato Filippo Portoghese
Il tuo cane morde il vicino di casa. Una ferita, lo spavento, una corsa al pronto soccorso. Magari un intervento chirurgico per rimediare alla lesione che il morso ha creato. E adesso chi paga?
«Il mio cane è buonissimo, non lo aveva mai fatto prima!», risponde solitamente il suo proprietario. A volte si dà la colpa a chi è stato morso perché magari ha accarezzato il cane sulla testa (non si dovrebbe mai fare!). E poi era al guinzaglio, cosa volete da me. Ebbene la legge fornisce una risposta a tutte queste situazioni e non è proprio quella che immaginiamo. Chi ha un animale è responsabile dei danni causati. Punto e basta.
Le eccezioni
Ma non vi è proprio alcuna via di uscita per evitare questa (ingiusta) responsabilità? Certo che sì, ma si tratta di ipotesi quasi fantasiose che potrebbero comunque concretizzarsi. Immaginiamo un bambino di otto anni davanti a un recinto chiuso. Dentro c'è un cane legato. Il bambino sfila la catena dal cancello, entra e infastidisce l’animale con un bastoncino. Il cane reagisce e lo morde. Chi deve risarcire? Verrebbe da dire il proprietario. E invece no. In una vicenda come questa i giudici hanno ritenuto il comportamento del bambino tanto imprevedibile ed eccezionale da escludere la responsabilità del proprietario. La legge lo chiama “caso fortuito”. Si tratta di quel fatto che, chi custodisce o detiene il cane, non avrebbe potuto prevedere e/o evitare.
E se la persona morsa è stata soltanto imprudente? In questo caso il risarcimento potrebbe essere ridotto. Proviamo a tirare le somme. È inutile sostenere che il proprio cane sia il più docile del pianeta. Non serve, anzi non basta. Che fosse condotto al guinzaglio. Non basta. Che è stato provocato? Dipende. Che il suo compagno umano ha mille attestati rilasciati da centri cinofili che attestano la sua indiscutibile capacità di condurre un cane. Poco importa. La vera e unica domanda che si pone il giudice è se quello che è accaduto si poteva evitare o meno.
