Voghera

L’anno fortunato di MaLaVoglia: un album e la tappa con Fabrizio Moro

Sara Baggini

Uscirà a breve “Alla luce del buio” del cantautore di Voghera

Voghera “Alla luce del buio” sarà il titolo del nuovo album di Gianluca Giagnorio, in arte MaLaVoglia. Il cantautore vogherese svela il progetto dopo aver aperto a Senigallia il concerto di Fabrizio Moro, tappa del tour “Non ho paura di niente”. Il disco è già registrato e pronto, ma non ha ancora una data d’uscita. Scelto da Fabrizio Moro e dal suo staff tra circa mille artisti, ha vissuto la serata tra l’ansia di esibirsi davanti a un pubblico che aspettava un altro cantante e l’emozione di cogliere negli sguardi delle persone sotto il palco una risposta alle proprie canzoni.

La gavetta lo ha aiutato a gestire l’esibizione; il riscontro degli spettatori e il confronto con Moro gli hanno lasciato una sicurezza nuova: «Su quel palco ho avuto davvero la consapevolezza di essere sulla mia strada. Sono pronto per fare tanto altro», racconta. Tornare alla quotidianità ha significato tenere insieme la soddisfazione per la serata e la voglia di avere un’altra occasione, senza perdere il piacere di suonare nei piccoli locali da cui è partito. Il nuovo album raccoglie la sua fragilità e le esperienze che lo hanno formato, prima come uomo e poi come artista. «Attraverso quel buio ho effettivamente trovato me stesso» spiega.

Nel titolo rientra anche il periodo della pandemia: nessuna canzone porta quel nome, ma quelle parole racchiudono il senso dell’intero lavoro. Tra i brani già pubblicati che ne faranno parte indica “Se finirà” e “Quale retorica”. Rispetto al primo album, uscito nel 2025 e composto da canzoni scritte in anni diversi, questo nasce da una stagione più recente. Lo sente cucito addosso, in cui si riconosce pienamente, perché racconta ciò che vive e sente oggi. Ha scelto strumenti veri e sonorità legate alla musica dal vivo, il mondo nel quale si riconosce.

Il progetto MaLaVoglia è attivo dal 2017, ma i primi concerti risalgono a quando aveva vent’anni. Alle spalle ci sono porte chiuse, occasioni mancate e delusioni che lo hanno portato a chiedersi se valesse la pena continuare. Con il primo disco qualcosa è cambiato: ha smesso di cercare conferme e ha ritrovato il piacere di scrivere e suonare. Oggi vuole costruire il proprio pubblico, senza misurare tutto con gli ascolti in streaming. Non cerca Sanremo a ogni costo: se arrivasse ne sarebbe felice, ma il suo obiettivo resta esibirsi dal vivo. L’esperienza gli ha insegnato a salire sul palco con più leggerezza, senza l’obbligo di piacere a tutti: sa quale musica vuole fare e accetta che qualcuno possa preferire altro, una libertà che attribuisce alla strada percorsa, più che all’età. A Senigallia ha vissuto, racconta, una delle serate più belle e intense della sua vita. «Ho conosciuto l’uomo oltre all’artista e forse è stata la scoperta più bella», dice di Moro.