

Abolita la tassa sui piccoli pacchi
Sarebbe dovuta entrare in vigore il 1 gennaio ma il Governo ha cambiato idea
ROMA Dopo l’ennesimo slittamento, sarebbe dovuta entrare il vigore il primo gennaio 2027, esattamente un anno dopo la data fissata inizialmente dal governo, ma l’articolo 30 della nuova legge di bilancio archivia definitivamente la tassa da due euro sulle spedizioni e i piccoli pacchi in arrivo da Paesi extra Ue fino a 150 euro.
Una rinuncia pesante: l’abrogazione del contributo – si legge nella relazione tecnica alla legge di bilancio – comporta «una perdita di gettito di 91, 3 milioni di euro annui a decorrere dal 2027». «In termini di saldo netto da finanziare – continua la nota – la disposizione determina effetti finanziari negativi per complessivi 245 milioni di euro a decorrere dal 2027, dovendosi procedere all’azzeramento delle previsioni di entrata del bilancio dello Stato, corrispondenti agli importi stimati in sede di introduzione del contributo».
«La cancellazione della tassa italiana sui pacchi è una buona notizia per i consumatori, che da gennaio rischiavano di pagare oltre 7 euro su ogni articolo acquistato da Paesi extra-Ue». Lo afferma il Codacons, commentando la misura contenuta nella manovra. «La tassa italiana sui pacchi era a tutti gli effetti un pasticcio che, a partire dal prossimo 1 gennaio, si sarebbe sommato ai balzelli da 3 e 2 euro imposti dall’Europa, portando il costo complessivo di una spedizione a 7 euro ad articolo, senza contare il peso dell’Iva. Un danno ai consumatori che si sarebbero trovati a pagare a titolo di tasse e dazi sulle spedizioni cifre superiori al valore del bene acquistato».
