La premier Meloni e il ministro Salvini presentano la Finanziaria
La premier Meloni e il ministro Salvini presentano la Finanziaria
l’intervista

Fumagalli: «Una finanziaria vincolata dalle regole europee»

serena simula

Il professore di Economia Politica sulla manovra del Governo Meloni: «È di soli 23,5 miliardi, contro i 35/40 miliardi di quelle pre-elettorali»

Pavia. «La montagna che partorisce il topolino»: così Andrea Fumagalli, docente di economia politica all’Università degli Studi di Pavia, definisce la finanziaria approvata ieri in Consiglio dei Ministri.

Professore, perché quest’espressione?

«Per due motivi. Il primo è l’ammontare totale della manovra: 23, 5 miliardi. Uno in più dell’ultima, ma almeno dieci in meno di quelli che di solito si prevedono negli anni pre-elettorali, in cui si tende a fare manovre che in gergo tecnico si chiamano “espansive”, con 35-40 miliardi sul tavolo. Non che sia stata una scelta deliberata: l'Italia è vincolata dalle regole europee e dalla procedura di deficit eccessivo, che impediscono un ricorso massiccio al debito non giustificato. Tradotto: l’Europa ci ha imposto un tetto e l’esecutivo ha dovuto rispettarlo».

Diceva che questo è solo il primo motivo. Qual è il secondo?

«È una conseguenza. Dal momento che la cifra è molto inferiore allo sperato, come ci ha ricordato il ministro Giorgetti, la coperta era corta. E quindi anche le misure che si sono potute mettere in campo sono sottodimensionate a quello che si sperava. Da qui, il topolino».

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