Le nuove indagini

Garlasco, suicidio sospetto: dopo 16 anni si riapre il caso Giovanni Ferri

Sandro Barberis

Il legale della famiglia: «Per noi si tratta di omicidio»

Garlasco. Nuovi sviluppi nell’inchiesta sulla morte di Giovanni Ferri, il pensionato di 88 anni trovato senza vita nel 2010 in un’intercapedine di via Mulino, a Garlasco. L’avvocato Fabrizio Gallo, che assiste la vedova, è stato convocato in Procura a Pavia dal magistrato incaricato del fascicolo, riaperto con l’ipotesi di omicidio volontario dopo essere stato archiviato come suicidio. A riferire la convocazione è stato lo stesso legale, parlando con i giornalisti all’esterno del tribunale. «Secondo la nostra ricostruzione, si tratta certamente di un omicidio - ha aggiunto il legale -. I nostri periti sono al lavoro, anche per realizzare la ricostruzione in 3D di quanto avvenne in via Mulino» ha spiegato l’avvocato Gallo.

La vicenda

La nuova indagine è partita dall’esposto presentato a settembre dalla moglie di Ferri, che non ha mai creduto alla ricostruzione iniziale e da anni chiede di fare chiarezza sulle circostanze della morte.

Il corpo dell’anziano era stato trovato in uno spazio angusto, con ferite ai polsi e alla gola. Vicino al cadavere erano stati rinvenuti un coltello e un fazzoletto intriso di sangue. Elementi sui quali la difesa della vedova chiede nuovi approfondimenti, insieme alle conclusioni dell’autopsia e alla dinamica dei fatti. La donna avrebbe inoltre riferito di non aver mai potuto vedere il corpo del marito e di non aver notato la scomparsa di coltelli dall’abitazione. Secondo il suo racconto, quella mattina Ferri appariva sereno e aveva già programmato gli impegni della giornata.

Tra gli aspetti da chiarire figura anche la sorte del fascicolo originario, che, secondo quanto riferito da Gallo, risulterebbe irreperibile. Il legale ha annunciato che i consulenti incaricati stanno lavorando a una ricostruzione tridimensionale della scena. La vedova sarà affiancata da esperti, tra cui un medico legale, un genetista e un criminologo.La vicenda è tornata al centro dell’attenzione anche per le ipotesi di un possibile collegamento con l’omicidio di Chiara Poggi, uccisa nella sua abitazione di Garlasco il 13 agosto 2007. Al momento, tuttavia, non risultano elementi accertati che colleghino i due casi. «Non spetta a noi saperlo, ma credo che la Procura ci stia lavorando», ha dichiarato Gallo, sottolineando che alcuni degli investigatori coinvolti nella prima indagine sul delitto Poggi si erano occupati anche della morte di Ferri.

L’inchiesta su Sempio

Sul fronte dell’omicidio di Chiara Poggi, si attendono gli sviluppi relativi alla posizione di Andrea Sempio, indagato per il delitto e dichiaratosi innocente. I suoi legali, Liborio Cataliotti e Angela Taccia, hanno depositato consulenze difensive che, secondo la loro ricostruzione, escluderebbero la presenza del loro assistito sulla scena del crimine. Alberto Stasi, fidanzato della vittima all’epoca, resta invece condannato in via definitiva a 16 anni di reclusione e attende gli sviluppi sulla richiesta di revisione del processo. Le due vicende restano distinte sul piano giudiziario. Saranno gli accertamenti della nuova inchiesta a stabilire se la morte di Ferri nasconda responsabilità penali e se esistano elementi utili a chiarire i punti ancora oscuri del caso.