

Pensioni, dal 2027 aumenti ridotti per gli assegni medio-alti: l'ipotesi dei sei blocchi – Cosa può cambiare
Secondo la bozza riportata dal Sole 24 Ore, sopra dieci volte il minimo Inps verrebbe recuperato solo il 35% dell'inflazione. E la percentuale si applicherebbe all'intero assegno
Dal 2027 le pensioni medio-alte potrebbero crescere meno. Tra le ipotesi allo studio per la prossima legge di Bilancio c'è una revisione della rivalutazione, il meccanismo che ogni anno adegua gli assegni all'inflazione: più alta è la pensione, minore sarebbe la quota di rincari recuperata.
Oggi il calcolo funziona per scaglioni, che si applicano alle singole porzioni dell'assegno. L'inflazione viene riconosciuta per intero sulla parte di pensione fino a quattro volte il trattamento minimo Inps, al 90% sulla quota compresa tra quattro e cinque volte il minimo e al 75% sulla parte che supera cinque volte.
Secondo quanto riferisce Il Sole 24 Ore, la bozza per il 2027 prevede invece sei blocchi. La rivalutazione resterebbe piena per le pensioni fino a quattro volte il minimo, scenderebbe al 90% oltre quattro e fino a cinque volte, al 60% oltre cinque e fino a sei, al 50% oltre sei e fino a otto e al 40% oltre otto e fino a dieci. Sopra dieci volte il minimo verrebbe riconosciuto il 35% dell'inflazione.
Cambierebbe anche la base di calcolo: la percentuale del blocco di appartenenza verrebbe applicata all'intero trattamento, non più alle singole quote. Il risultato sarebbe un adeguamento annuale più basso per gli assegni medio-alti, con una minore protezione del potere d'acquisto. Per attenuare le penalizzazioni a carico di chi supera di poco una soglia, la bozza prevede clausole di salvaguardia.
