

Riaperto il Salone Teresiano di Pavia
Chiuso per nove mesi, ha ritrovato il pavimento d’epoca ed è stato arricchito da una sala multimediale
PAVIA Il restauro è terminato. Il salone Teresiano, con le scaffalature settecentesche in legno che ospitano 45mila volumi antichi ha riaperto - dopo nove mesi - in una veste rinnovata. Rimosso il parquet moderno e smantellato il vecchio impianto di riscaldamento sotto le piastrelle (sostituito con uno a parete) è tornato alla luce il pavimento originario dell’epoca di Maria Teresa d’Austria. Il salone è stato inaugurato sabato 31 ottobre alle 10.30, insieme a Librària, la nuova sala multimediale della Biblioteca. Un intervento finanziato con i fondi del Pnrr, un milione e 750mila euro. L’operazione assume anche un valore simbolico, in vista del 2028, quando il Salone compirà 250 anni. Sono intervenuti alla cerimonia Francesco Conte, responsabile Unico di Progetto (RUP) del Ministero della Cultura, Antonella Campagna, direttrice della Biblioteca, e Maria Cristina Regali, direttrice esecutiva di Librària. Erano inoltre presenti i Maestri Stefano Gelao e Fernando Lembo di Pino, che hanno offerto la loro testimonianza sull'arte della miniatura e della scrittura che praticano con tecniche e strumenti medievali.
Voluto da Maria Teresa d’Austria, progettato da Giuseppe Piermarini e inaugurato nel 1778 come sede originaria della Biblioteca, il salone è stato interessato da un intervento di restauro importante. «I lavori hanno consentito di recuperare l’antico pavimento in seminato, arricchito da inserti in marmo di Candoglia, gentilmente concessi dalla Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano, che ne detiene l'uso esclusivo dal 1387» spiega Giancarlo Cataldi, direttore esecutivo del Pnrr. Uno dei rari casi di “monopolio estrattivo” e di privilegio reale della storia dell’architettura. La Fabbriceria ancora possiede le cave. Gli inserti marmorei sono stati collocati nei punti in cui è stato necessario rimuovere il riscaldamento a pavimento.

Sono stati potenziati anche gli impianti di illuminazione e sostituite le teche: «Le dodici nuove vetrine espositive – spiega la direttrice Antonella Campagna – a differenza delle precedenti in legno alle quali eravamo affezionati, rispondono a elevati requisiti di conservazione preventiva e costituiscono un ambiente protetto e con temperatura stabile, ideale per valorizzare il patrimonio della Biblioteca ed esporre in sicurezza opere di particolare pregio, anche provenienti da altri istituti culturali». La ristrutturazione ha permesso di concepire in modo completamente nuovo anche la sala multimediale: Librària offrirà un itinerario tra i manoscritti e i volumi a stampa più preziosi della Biblioteca. «L'obiettivo principale è stato abbattere le barriere fisiche, architettoniche e cognitive – spiega la direttrice esecutiva Maria Cristina Regali–. L’accessibilità è il cuore del progetto: gli arredi e le installazioni su misura garantiscono la piena fruibilità alle persone in carrozzina, mentre testi in maiuscolo tattile e Braille, immagini tattili e oggetti 3D offrono un’esperienza completa a chi ha disabilità visive. Particolare cura è stata riservata anche all'accessibilità linguistica, grazie all'adozione di un linguaggio semplice, chiaro e capace di coinvolgere le visitatrici e i visitatori». Anche gli altri spazi aperti al pubblico sono stati rinnovati: i pavimenti levigati e gli impianti di illuminazione potenziati; l'ingresso è stato valorizzato con un'elegante boiserie. Pure la Sala Bibliografia è ora dotata di arredi nuovi e funzionali ai servizi di prestito locale e interbibliotecario e di Document Delivery (riproduzione digitale).
