

Scardi alle Olimpiadi giovanili: «Un talento scoperto per caso»
Il 17enne atleta pavese è in partenza per Dakar, dove correrà i 2000 siepi «Ho cominciato col rugby, poi mi sono appassionato al mezzofondo»
Pavia. Il diciassettenne pavese Simon Scardi parte questa mattina per Dakar, destinazione Olimpiadi Giovanili. L’allievo del tecnico Marcello Scarabelli è stato convocato nella nazionale di atletica, specialità 2000 siepi. Scardi è il secondo atleta pavese selezionato per una Olimpiade giovanile. Il primo fu il nuotatore Federico Burdisso che a Buenos Aires 2018 conquistò il bronzo nei 100 e 200 farfalla e nelle staffette. La storia parte da lontano.
Simon Scardi è nato in Etiopia ed a quattro anni è stato adottato, insieme ai suoi fratelli, dalla famiglia Scardi. «Io e mia moglie ci siamo orientati verso una adozione internazionale che ci ha portato in Etiopia – spiega papà Nicola Scardi –, ci hanno proposto una adozione multipla di tre fratelli». «Jas, 19 anni è rugbista, poi ci siamo io e mia sorella Eldana, 15 anni – aggiunge Simon –. Sono felice, i miei genitori ci hanno fatto fare anche esperienze culturali, non solo sportive».
Il suo primo sport è stato il rugby, papà Nicola è consigliere del Cus Pavia Rugby. L’atletica per caso. «È stato mio allievo nelle scuole medie – afferma Scarabelli - il nonno è Elio Bigi, consigliere della sezione atletica del Cus Pavia che ha capito subito che nel mezzofondo Simon avrebbe dato il meglio, così ha spinto perché iniziasse a praticare atletica».
«Mi sono deciso a fare le siepi per caso – dice l’atleta tesserato 100 Torri –. Stavamo facendo una serie di tre ripetute sugli 800, quando sono arrivato vicino alla siepe e vedendo l’acqua dall’altra parte mi è venuto naturale scavalcare la barriera senza appoggiare il piede e ho chiuso col tempo migliore. Da lì in poi ho sempre scavalcato senza appoggiare il piede ed ho capito che era la mia specialità».
Scardi frequenta la seconda superiore al liceo socio economico Galilei a Voghera, ogni giorno va a Pavia in treno per allenarsi.
«Mi impegno – sorride Simon –, ma non vedo l’ora di tornare per allenarmi. Il rugby? Ho iniziato a cinque anni, ma passando di categoria con avversari più robusti, ho iniziato a soffrire. Il passaggio all’atletica è venuto di conseguenza. Ho preso coscienza dei miei mezzi nelle siepi il secondo anno tra i cadetti. La gara che mi ha dato più soddisfazione? I campionati regionali a Clusone, quando ho stabilito il tempo minimo per gli Europei. I campionati italiani dei 2000 siepi invece non mi sono piaciuti: ero teso, così ho corso male e invece di andare sul podio mi sono piazzato sesto. Gli Europei sono stati una bellissima esperienza, come indossare la maglia azzurra. Per le Olimpiadi giovanili affronterò gli atleti africani, una bellissima esperienza. Una curiosità? La convocazione mi è arrivata sul telefonino mentre ero in bici, a momenti finisco in Naviglio quando l’ho letta».
