Cronaca

Auto senza assicurazione, controlli ogni tre mesi nella manovra: a Pavia 143 sanzioni in un anno

Il progetto prevede l’incrocio di cinque banche dati per individuare i veicoli senza copertura. Le informazioni saranno utilizzabili anche dalle pattuglie

Pavia. Nel 2025 la polizia locale di Pavia ha individuato 143 conducenti senza assicurazione, contro i 130 dell’anno precedente. Un fenomeno che la manovra 2027 punta a contrastare anche attraverso gli archivi: la misura prevede controlli incrociati almeno ogni tre mesi su cinque banche dati, per far emergere i veicoli privi della copertura obbligatoria.

Il compito sarà affidato al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, insieme all’Aci. Le informazioni raccolte potranno servire a promuovere la regolarizzazione delle posizioni e saranno utilizzabili dagli organi di polizia stradale per controlli e accertamenti.

Il dato pavese

I numeri del capoluogo sono stati presentati a gennaio nel bilancio dell’attività della polizia locale. Le violazioni per mancanza di assicurazione sono aumentate di tredici casi tra il 2024 e il 2025.

Quali informazioni saranno incrociate

Il primo archivio è quello delle coperture assicurative, alimentato dalle compagnie. Sarà confrontato con l’Archivio nazionale dei veicoli, con i dati delle revisioni periodiche e con il sistema informativo del Pubblico registro automobilistico, che comprende anche le informazioni sui mezzi immatricolati all’estero previste dalla disposizione.

Il quinto archivio è il registro unico telematico dei veicoli fuori uso, che raccoglie i dati sulle demolizioni e sulla consegna delle targhe.

L’incrocio dovrà individuare i veicoli per i quali non risulta una copertura valida, tenendo conto delle deroghe previste dalla legge. Non è previsto un semplice automatismo tra assenza della polizza nell’archivio e invio di una multa: le informazioni saranno la base per le iniziative di regolarizzazione e per l’accertamento delle violazioni.

Quando partirà il sistema

La novità è contenuta nella manovra e non va confusa con un servizio già operativo. Un decreto ministeriale, da adottare entro novanta giorni dall’entrata in vigore della legge, dovrà stabilire le modalità di collegamento degli archivi e le regole per trattare e conservare le informazioni.

Lo scambio passerà attraverso la Piattaforma digitale nazionale dati, l’infrastruttura che permette alle pubbliche amministrazioni di condividere dati. Le attività dovranno essere svolte con le risorse già disponibili, senza nuovi oneri per la finanza pubblica.