

Andrea Sempio a Roma al laboratorio Genomica — Lunedì 12 Ottobre 2026 — Roma—Italia —(foto di Cecilia Fabiano/ LaPresse)
Andrea Sempio. at Genomica laboratory —Rome — Italy — October 12 , Monday 2026 - News - (photo by Cecilia Fabiano/LaPresse
Inchiesta bis
Omicidio di Garlasco, la Procura chiede il processo per Andrea Sempio: contestate crudeltà e motivi abietti
Secondo l’accusa Chiara Poggi fu colpita più volte, anche sulle scale della cantina quando era già incosciente: almeno 12 le lesioni su cranio e volto. Il movente indicato dai pm: l’odio dopo il rifiuto di un approccio sessuale
GARLASCO. La Procura di Pavia ha chiesto il rinvio a giudizio di Andrea Sempio per l'omicidio di Chiara Poggi, uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007. La richiesta è stata presentata martedì 3 novembre: i pm chiedono che si celebri il processo davanti al Tribunale di Pavia. A Sempio viene contestato l'omicidio con due aggravanti: la crudeltà e i motivi abietti.
Lo ha reso noto il procuratore Fabio Napoleone con un comunicato, in cui precisa che la decisione è arrivata dopo aver valutato anche gli atti depositati da ultimo dalla difesa dell'indagato.

La ricostruzione dell'accusa
Nel capo di imputazione la Procura ricostruisce l'aggressione in più fasi. Secondo l'accusa, dopo una iniziale colluttazione Sempio avrebbe colpito ripetutamente Chiara Poggi con un corpo contundente, prima sul lato sinistro della fronte e sullo zigomo destro, facendola cadere a terra. L'avrebbe poi trascinata verso la porta di accesso alla cantina.
Qui, mentre la vittima cercava di reagire mettendosi carponi, l'avrebbe colpita di nuovo alla testa con almeno tre o quattro colpi, facendole perdere i sensi. Sempre secondo i pm, avrebbe quindi spinto il corpo lungo le scale della cantina, dove l'avrebbe colpita ancora con almeno quattro o cinque colpi, nonostante fosse già incosciente. Le gravi lesioni alla testa, scrive la Procura, ne causarono la morte.
Le due aggravanti
La crudeltà viene contestata, si legge nel comunicato, per «l'efferatezza dell'azione omicidiaria per il numero e l'entità delle ferite inferte alla vittima, di cui almeno 12 lesioni sul cranio e sul volto».
I motivi abietti, invece, sono ricondotti dalla Procura «all'odio per la vittima a seguito del rifiuto del suo approccio sessuale».

Il delitto di Garlasco
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Il confronto in aula
Il procuratore non entra nel merito delle prove. «Ogni argomentata valutazione concernente la rilevanza e il significato dell'insieme degli elementi probatori acquisiti – conclude il comunicato – sarà esposta davanti ai giudici competenti nel luogo del Tribunale di Pavia».

