

Sempio: «Se avessi davanti Stasi gli direi: tu ci credi davvero a tutto questo casino che avete fatto partire?»
Il nuovo indagato per il delitto Poggi parla alla trasmissione Zona Bianca di Rete 4
Garlasco. «Quando mi accusano di essere l’assassino di Chiara Poggi faccio fatica a rispondere perché oggi sono talmente saturo che è come se una parte di emozioni fossero spente». Queste le parole di Andrea Sempio indagato l’uccisione di Chiara Poggi a Garlasco il 13 agosto 2007 in un’intervista rilasciata, pochi giorni fa, alle telecamere di “È sempre Cartabianca”, condotto da Bianca Berlinguer in prima serata su Retequattro questa sera, mercoledì 28. Per il delitto è stato condannato in via definitiva a 16 anni Alberto Stasi, fidanzato di Chiara, che ora punta alla revisione della sentenza di condanna passata in giudicato.

Tutti i dettagli che stanno emergendo non le fanno dubitare della colpevolezza di Alberto Stasi?
«No, perché non mi fido neanche di quelle notizie».
Come si spiega che oggi la Procura la indaga per lo stesso omicidio, attribuendole una responsabilità autonoma?
«È la difesa di Stasi che mi ci ributta dentro tutte le volte, che spinge per cercare di far ripartire le indagini contro di me».
Se lei avesse la possibilità di stare seduto a parlare con Alberto Stasi, che cosa gli direbbe?
«Gli direi: “Ma tu ci credi davvero a tutto, a tutto questo casino che avete fatto partire?”».
Sotto la lente d’ingrandimento della Procura c’è stata un po’ tutta la sua vita. Quando, ad esempio, teorizzava lo stupro, leggo testuali parole, “una dimostrazione di forza del maschio”. Le pensa ancora quelle frasi?
«Era in una conversazione più ampia che aveva come tema come mai si dice che molte donne, tra le proprie fantasie erotiche, abbiano quella dello stupro».
È vero o non è vero che lei avrebbe provato a pagare per rimuovere quelle frasi?
«No, quella cosa lì è totalmente falsa».
Voi avete scelto di non rispondere per ora alle domande della Procura. Perché rispondere alle interviste in tv e non ai magistrati?
«Sono due piani totalmente diversi. Quando andiamo in televisione stiamo sparando a salve, stiamo spiegando le nostre questioni. Ma la parte vera, la parte giuridica, è un’altra cosa».
Molti sottolineano un suo forte autocontrollo. Lei ha sempre detto: “Devo indossare una maschera”.
«La maggior parte delle conseguenze negative le ho avute dall’attenzione mediatica».

