FOTO Carabinieri fuori dalla villetta dei Poggi, in via Pascoli, durante i sopralluoghi di lunedì
FOTO Carabinieri fuori dalla villetta dei Poggi, in via Pascoli, durante i sopralluoghi di lunedì
L’intervista tv

Il generale dei carabinieri: «Certo del buon operato dei colleghi»

di Maria Fiore

Michele Cucuglielli, comandante del Racis, difende il lavoro dei suoi uomini e degli ex Ris che indagarono nella prima fase dell’inchiesta sul delitto Poggi

Garlasco «L’Arma ha tutto l’interesse a fare luce sull’operato del proprio personale, ma sul caso Garlasco c’è stata manipolazione mediatica». Il generale di brigata Michele Cucuglielli, attuale comandante del Racis (Raggruppamento carabinieri investigazioni scientifiche), difende il lavoro dei suoi uomini e degli ex Ris che indagarono nella prima fase dell’inchiesta sul delitto di Garlasco. Proprio su quelle prime indagini è stato aperto un fascicolo in Procura, per fare luce su presunti errori o omissioni, ma il generale, intervistato da Gianluigi Nuzzi a Quarto grado, alla domanda se metterebbe «la mano sul fuoco» per i suoi uomini ha risposto «assolutamente». Poi ha aggiunto: «Errori e contaminazioni non si possono escludere in un laboratorio, nonostante i rigidi controlli, se saranno accertati errori o responsabilità individuali l’atteggiamento dell’Arma sarà di piena fermezza, per evitare zone d’ombra».

Il ruolo del Racis
Il Racis ha avuto un ruolo chiave anche nelle attuali indagini, occupandosi del profilo personologico di Andrea Sempio (che il generale ha definito “una nota tecnica sul comportamento dell’indagato”), accusato dell’omicidio, e di alcune consulenze sull’impronta 33, la traccia palmare destra trovata sul muro delle scale che portano alla cantina della casa di via Pascoli, vicino al corpo senza vita di Chiara Poggi. Impronta che per l’accusa corrisponde a quella di Sempio per 15 minuzie.

Sul caso Garlasco il generale ha dichiarato di sentire «una grande responsabilità» e ha sottolineato come il Racis adotti un sistema di controllo interno molto rigoroso basato su una precisa catena di responsabilità.

«Controlli rigorosi»
Il comandante ha descritto i controlli interni: l’analista sottopone il risultato a un supervisore, che verifica anche il metodo e il rispetto delle procedure, quindi il direttore del laboratorio firma la relazione finale. Una procedura che non azzera il rischio di errori, ma che garantisce che tutto si svolga secondo le norme. Sul tema era intervenuto anche l’ex generale Gianpietro Lago e anche lui aveva difeso il lavoro dei Ris.