

Allarme bomba su un aereo partito da Roma e atterrato a Lisbona
Il conteggio di questi allarmi, aggiornato alla serata di giovedì, si fermava a oltre 20 casi registrati in diversi aeroporti di Spagna, Italia, Francia, Belgio, Bulgaria, Repubblica Ceca, Romania, Polonia e Austria
LISBONA. Un aereo Ryanair partito da Roma e diretto a Lisbona è stato oggetto di un allarme bomba questa mattina, secondo Cnn Portugal. Il velivolo è atterrato intorno alle 8 all'aeroporto Humberto Delgado della capitale portoghese, dove è scattato l'intervento delle autorità. L'allarme è stato ricevuto dalla polizia portoghese (Psp) attraverso una telefonata di un agente delle forze dell'ordine, la cui identità è stata verificata dalla polizia giudiziaria. Le autorità portoghesi hanno avviato accertamenti per verificare la credibilità della minaccia.
Il conteggio, aggiornato alla serata di giovedì, si fermava a oltre 20 casi registrati in diversi aeroporti di Spagna, Italia, Francia, Belgio, Bulgaria, Repubblica Ceca, Romania, Polonia e Austria: 27 secondo il quotidiano spagnolo El Pais, 22 per il britannico Guardian.
Sono invece almeno 6 quelli registrati in Italia e che hanno costretto i piloti ad atterrare: il volo Aer Lingus da Dublino a Roma, atterrato a Evreux, in Francia; il volo WizzAir da Milano Malpensa a Varsavia-Okecie, dirottato a Vienna, in Austria; il volo FinnAir da Helsinki a Roma Fiumicino; un altro di WizzAir da Milano-Malpensa a Bucarest; il volo di Aegean Airlines da Salonicco a Milano-Malpensa e un Ryanair da Porto a Milano-Malpensa.
A far scattare gli allarmi delle e-mail arrivate, tra le altre, ad alcune società collegate all'aeroporto di Fiumicino in merito a due voli, uno da Helsinki e l'altro da Dublino, diretti a Roma. "Siete tutti complici di un complotto criminale. Vogliamo annientarvi per questo. Proprio per questo, in questo preciso momento, sui seguenti voli sono stati piazzati degli ordigni esplosivi: AY1761, Helsinki - Italia El402, Dublino - Italia. Sono diretti al vostro aeroporto. Noi, combattenti dello Stato Maschile, con le nostre azioni di oggi lasceremo un segno nella storia. Il vostro regime femminista se ne ricorderà per sempre. L'esplosione avverrà tra 60 minuti. Oggi il vostro cielo sarà rosso", è il testo della e-mail firmata dai sedicenti 'Combattenti dello Stato Maschile' e con oggetto 'segnalazione minaccia'.
Il gruppo potrebbe essere riconducibile o ispirarsi al movimento noto come lo 'Stato Maschile' (Male State, in russo Muzhskoye gosudarstvo, ribattezzato poi Male Legion), che fu in passato legato ad allarmi bomba poi rivelatisi falsi. Si tratta di un movimento estremista russo di destra radicale, misogino, omofobo, antifemminista ed espressione della manosfera russa, fondato online nel 2016 da Vladislav Pozdnyakov, affiancato da due collaboratori: Dmitry Gubanov e Igor Nosov.In un momento caratterizzato anche da attacchi hacker a sistemi di refrigerazione in supermercati europei, con casi e indagini anche in Italia, l'allarme suona come un tassello di quella che il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha da tempo definito una "guerra ibrida".
In attesa delle informative e dei fascicoli aperti dalle procure competenti (Civitavecchia per Fiumicino e Busto Arsizio per Malpensa, ma che si potrebbero estendere alle procure di Roma e Milano competenti nel caso si ravvisasse una eventuale matrice terroristica), Crosetto chiarisce che il tema è quello "delle minacce ibride", qualcosa "di cui parlo da 3-4 anni". "Mi pare che ormai ogni giorno, dai frigoriferi alle scorte di sangue in Francia, fino a questi finti allarmi, ci sia qualcuno che ha interesse ad alimentare la tensione.Noi abbiamo interesse, invece, a fare il contrario, garantendo al contempo la sicurezza del Paese. Il lavoro è continuo, costante e riguarda tutti i settori dello Stato che devono occuparsene", ha sottolineato il ministro della Difesa.
