

Alessio Rosa dopo la condanna per stupro di gruppo: «Sono innocente, la verità emergerà in appello»
L'attaccante del Pavia Calcio, condannato ad Asti in primo grado a quattro anni e due mesi per violenza sessuale di gruppo, affida a Instagram la sua replica: «Sono vittima di un'ingiusta gogna mediatica»
Alessio Rosa rivendica la propria innocenza e annuncia di puntare sull'appello. Dopo la condanna in primo grado a quattro anni e due mesi per violenza sessuale di gruppo ai danni di una studentessa universitaria torinese, l'attaccante del Pavia Calcio 1911 ha pubblicato un messaggio sul suo profilo Instagram.
«Riguardo alle notizie di stampa apparse sui media in merito alla mia vicenda giudiziaria, tengo a ribadire la mia completa innocenza e confido che la verità processuale emerga in grado di appello», scrive il calciatore.
Secondo Rosa, «gli accertamenti e le prove acquisite dalla Procura dimostrano la natura consensuale del rapporto con la ragazza e l'assenza di qualsiasi atto di costrizione». In primo grado, però, il tribunale ha deciso per la condanna. «Chi mi conosce sa che persona sono – prosegue –. Non ho mai esercitato violenza verso nessuno e sono vittima di un'ingiusta gogna mediatica che mi sta causando sofferenza e che mi sta rovinando la vita oltre che la carriera». E chiude: «Sono sicuro però che ne verrò fuori e tornerò ad essere il Rosa n. 9 che tutti conoscete».
La sentenza di Asti
La sentenza è stata pronunciata giovedì 5 novembre dalla giudice dell'udienza preliminare del tribunale di Asti, Victoria Dunn, al termine del rito abbreviato. La stessa pena inflitta a Rosa, quattro anni e due mesi, è stata decisa per Fausto Perseu, mentre Christ Jesus Mawete è stato condannato a tre anni e otto mesi. Le condanne sono leggermente superiori alle richieste del pubblico ministero Davide Greco. All'epoca dei fatti tutti e tre giocavano nel Bra, che aveva appena conquistato la promozione in Serie C.
L'episodio risale al 30 maggio 2025. Secondo la ricostruzione dell'accusa, Perseu ha avvicinato la studentessa durante una serata in un locale e l'ha invitata a casa, dove la giovane sarebbe stata costretta a un rapporto sessuale di gruppo al quale avrebbero partecipato anche Rosa e Mawete. La violenza si sarebbe interrotta quando un'amica della studentessa ha avvisato altri calciatori, minacciando di chiamare i carabinieri. La denuncia è arrivata dopo le prime confidenze e una visita in ospedale.
Le difese hanno contestato la ricostruzione, sostenendo che la ragazza fosse cosciente e libera di allontanarsi. A Rosa è stata contestata anche la diffusione non consensuale di un video dell'accaduto, inviato con la modalità di visualizzazione unica nella chat della squadra.
Al Pavia dalla scorsa estate
Rosa, 23 anni, nato a Tivoli, è arrivato al Pavia nel luglio 2026 dopo una stagione al Ligorna, con un contratto fino al 30 giugno 2027. Cresciuto nei settori giovanili di Roma e Atalanta, ha vestito anche le maglie delle formazioni giovanili di Torino ed Empoli, della Juve Stabia, dell'Atalanta Under 23 e della Folgore Caratese, prima del passaggio al Bra nel gennaio 2025. La sentenza di primo grado non è definitiva.
