INFLAZIONE ECONOMIA SPESA RECESSIONE FINANZA GRAFICO
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Economia

Preoccupa la fiammata dell’inflazione Salgono alimentari, hi-tech e trasporti

L’allarme di Assoutenti: «L’impatto sulle famiglie non conosce eccezioni»

ROMA Non solo energia. La guerra in Medio Oriente sta influendo sui listini al dettaglio di tanti prodotti, al punto che per alcuni beni i prezzi risultano raddoppiati rispetto allo stesso periodo del 2025.

L'allarme arriva da Assoutenti che ha analizzato gli ultimi dati Istat sull'inflazione per capire quali comparti risultino più penalizzati dalla crisi in atto. Tra i beni che stanno subendo i rincari più pesanti compaiono quelli legati alla tecnologia, all'informatica e alla comunicazione: i prezzi dei supporti per le registrazioni salgono di oltre il doppio su base annua segnando un +107,8%, mentre accessori come hard disk, chiavette usb e schede di memoria aumentano del 41,1%; computer, laptop e tablet rincarano del 29.

Altra nota dolente quella relativa agli alimentari: i prezzi degli ortaggi a frutto, ossia pomodori, zucchine e zucche, melanzane, peperoni e cetrioli salgono ad ottobre di quasi il 31% su base annua, fragole, mirtilli e frutti di bosco del 29,3%, cavoli, cavolfiori, broccoli, asparagi, cicoria, insalata del 13%, i legumi dell'11,7%, cipolle, carote e aglio dell'11,1% - analizza Assoutenti - La lista prosegue con le uova (+7,3%), patate (+7,2%), frutta (+4,3%), carne (+4,2%). Per quanto riguarda i prodotti energetici, il gas rincara ad ottobre del +56,8% sul mercato tutelato rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, +35,7% sul mercato libero, mentre l'elettricità sale del +60,2% sul tutelato, +32% sul mercato libero; il gasolio da riscaldamento segna invece un +45,6% su anno. Per legna da ardere e pellet i listini aumentano del 9,7%. Effetti a cascata anche sul comparto dei trasporti: i prezzi dei voli internazionali crescono del +9,1%, quelli dei servizi di corriere e di consegna dei pacchi del +8%, le tariffe dei traghetti del +5,4%, quelle di autobus e pullman del +3,1%. «Non c'è settore che non stia risentendo degli effetti della guerra, e i listini al dettaglio crescono di mese in mese con conseguenze deleterie sulle famiglie», spiega il presidente Gabriele Melluso.