

Garlasco, l’ex comandante dei Ris Lago: «Sui dati grezzi rifarei lo stesso»
L'ex generale del Ris Giampietro Lago nell'intervista in onda venerdì sera a 'Quarto Grado' su Retequattro
"Fossi stato a capo del Ris non avrei comunicato gli esiti negativi. Gli errori possono capitare, ma conosco questi carabinieri: sono persone leali e intellettualmente oneste". Così l'ex generale del Ris Giampietro Lago nell'intervista in onda venerdì sera a 'Quarto Grado' su Retequattro. "Perché soprattutto conosco quelle persone e anche bene. Sono stato al loro fianco per moltissimi anni. Ho comandato il RIS per 15 anni e so quanto sono corretti, leali, competenti. Poi gli errori possono accadere, tutti quelli che leggo non è mica detto che siano errori. Un conto sono gli errori, di cui peraltro ci si rende conto e di cui si pagano i prezzi, un conto poi sarebbe la malafede o cose infamanti come queste", spiega.
Quando era a capo del Ris, la difesa di Stasi chiese a Lago i dati grezzi, dati che non consegnò. Rifarebbe questa scelta? "Assolutamente sì, perché io ho applicato le norme in maniera rigorosa, con linearità e trasparenza. Mi sono assunto la responsabilità di questa scelta. Se qualcuno avesse ritenuto che io non sono stato conforme alle regole e non avessi rispettato criteri di correttezza, avrebbe avuto tutto il titolo di contestare, di impugnare questi atti, cosa che non mi risulta sia stata fatta". "Il fatto che quando si affronta un'analisi di un laboratorio di genetica forense si effettuino diversi tentativi analitici, ai miei occhi - spiega Lago - non è assolutamente sorprendente, è una cosa del tutto normale che accade in tutti i laboratori ed è sempre accaduta. Si cerca di tarare l'analisi per avere il miglior risultato possibile". Ma se Lago fosse stato a capo del Ris, avrebbe comunicato questi esiti negativi? "Credo proprio di no".
