IL CASO

Garlasco, riaperte le indagini sulla morte di Giovanni Ferri

Il meccanico 88enne venne trovato morto il 22 novembre 2010: la vedova non crede che sia stato un suicidio

GARLASCO La Procura di Pavia ha aperto un nuovo fascicolo di indagine per chiarire le cause della morte di Giovanni Ferri, 88 anni, meccanico in pensione trovato senza vita a Garlasco il 22 novembre 2010, raggomitolato e coperto di sangue in una stretta intercapedine di via Mulino. L'ipotesi di reato è omicidio volontario. Un'indagine aperta contro ignoti.

Secondo l'inchiesta dell'epoca si era trattato di un suicidio. Uno dei suicidi avvenuti negli scorsi anni a Garlasco che, secondo ipotesi sino ad oggi mai confermate, sarebbero collegati all'omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007 nella villetta di via Pascoli.

A settembre la vedova di Ferri,Gabriella Conti, tramite l'avvocato Fabrizio Gallo ha presentato un esposto per chiedere la riapertura del caso. Secondo quanto è emerso da ambienti giudiziari, la Procura di Pavia affiderà questa nuova indagine ai carabinieri di via della Moscova a Milano, anche se manca ancora la formalizzazione della delega.

Ad affiancare l'avvocato della vedova di Giovanni Ferri saranno anche un medico legale, un genetista e un criminologo. In particolare si cercherà di fare chiarezza sul coltello e sul fazzoletto intriso di sangue trovati accanto al cadavere dell'uomo. L'ex meccanico venne trovato con la gola tagliata e i polsi recisi.