

Rapina all’iper di Montebello. I commessi: «Avevamo paura che ci sparassero»
I racconti di chi ha vissuto l’incubo di giovedì mattina
Montebello. «Pensavo avessero sparato, ci siamo nascosti nello sgabuzzino». Bastano le parole di un commesso del negozio accanto a quello per rapinato per restituire il clima che ieri mattina ha avvolto la galleria dell’Iper di Montebello. Erano le 10.30, il centro commerciale era pieno di gente, quando tre uomini a volto coperto hanno fatto irruzione nella gioielleria Gioielli di Valenza, armati di martelli. In pochi istanti, una mattinata di acquisti si è trasformata in una scena di paura, tra vetrine sfondate, allarmi e persone in cerca di riparo.
A pochi metri, dentro la gioielleria, c’erano le tre commesse, minacciate mentre i banditi spaccavano le vetrinette. Sono rimaste fisicamente illese, ma lo choc è stato forte. Dopo la fuga dei rapinatori, le donne piangevano e cercavano di farsi coraggio a vicenda, stringendosi l’una all’altra dopo quei minuti interminabili. Sono state poi ascoltate dalla polizia, chiamata a ricostruire con precisione la dinamica dell’assalto e i momenti trascorsi durante l’assalto.
La paura si è propagata rapidamente anche tra i negozianti e i clienti della galleria. C’era chi aveva sentito i colpi senza riuscire a capire che cosa stesse accadendo, chi si era rifugiato in un locale e chi aveva assistito direttamente alla spaccata. «Un fatto sconvolgente», è il commento che riassume lo stato d’animo dei passanti, testimoni di una rapina compiuta in pieno giorno, in un luogo frequentato da famiglie e lavoratori.
Dura la condanna della politica per la rapina. Elena Lucchini, assessora regionale alla Famiglia della Lega, parla di «un episodio grave per le modalità violente e la spregiudicatezza dei banditi, capaci di agire in pieno giorno mettendo a rischio l’incolumità delle persone nel cuore dell’Oltrepò, vicinanza a titolari, dipendenti e testimoni, e fiducia nelle forze dell’ordine». Anche Claudio Mangiarotti, consigliere regionale di Fratelli d’Italia e coordinatore provinciale del partito, definisce l’assalto «un fatto gravissimo, che colpisce e preoccupa tutta la nostra comunità. Commercianti e cittadini hanno diritto a svolgere le proprie attività senza paura», sottolinea Mangiarotti.
Quello di ieri non è il primo episodio di questo genere quest’anno. Nel 2026 diverse gioiellerie situate nei centri commerciali lombardi sono finite nel mirino di bande di rapinatori. Da Milano al Varesotto, passando per il Lodigiano. Gli episodi hanno coinvolto negozi di preziosi presi di mira con martelli, vetrine infrante e minacce ai danni di dipendenti e clienti.Tra i casi più rilevanti figura quello del centro commerciale Spazio Conad di Vimodrone (Milano), dove a febbraio sono stati sottratti gioielli per un valore stimato di circa 200mila euro. A giugno, la gioielleria D'Amante del centro commerciale Metropoli di Novate Milanese è stata assaltata da tre uomini, che hanno utilizzato fumogeni e colpi a salve durante la fuga. A luglio, invece, un gruppo di sette persone ha preso di mira una gioielleria al Rho-Center.
