

Valle Lomellina, quando si curava con i «sägn»: una serata sulla medicina popolare
Il 6 novembre alle 21 alla sala Savini l’incontro con Giuseppe Zucca: segnature, erbe e credenze nel rapporto tra pratiche popolari e medicina ufficiale
Valle Lomellina. Quando le malattie venivano curate applicando le segnature, i “sägn” in dialetto lomellino. Il 6 novembre, alle 21, la sala polifunzionale “Savini” di piazza Corte Granda ospita l’incontro “Medicina ufficiale e medicina popolare lomellina”, organizzato dalla biblioteca comunale “Marucchi” con l’assessorato alla Cultura: relatore sarà Giuseppe Zucca, ex preside di scuola media a Mortara e a Garlasco, e scrittore di tematiche locali.
Argomento della serata sarà la medicina popolare lomellina. «Le segnature – anticipa Zucca, originario di Ferrera Erbognone e residente a Castello d’Agogna – sono uno dei modi per capire come una comunità, priva di strumenti idonei e di soluzioni adeguate quali quelle di oggi, cercava di affrontare il dolore, la malattia, la paura».
Tra medicina ufficiale e rimedi popolari
Lo studioso ha indagato il rapporto tra la medicina “ufficiale” e quella popolare nei secoli passati evidenziando come, almeno fino a Galileo Galilei, i due ambiti risultassero in buona parte sovrapponibili: la non chiara definizione di un metodo scientifico e le tecniche ancora rudimentali facevano sì che conoscenze e pratiche di cui si sarebbe in seguito dimostrata la validità coesistessero con credenze prive di fondamento e dettate per lo più dalla superstizione.
Per quanto la medicina popolare sia caratterizzata soprattutto da questo secondo aspetto, non va comunque condannata in toto. «Essa – prosegue – faceva largo uso di erbe e rimedi naturali promuovendo l’adozione di diete e cibi ritenuti salutari e adatti a prevenire o curare specifici disturbi dell’organismo. E poco importa che lo facesse in modo empirico, non disponendo delle conoscenze scientifiche sufficienti a spiegare perché un certo alimento arrecasse giovamento o, per esempio, certe tisane fossero benefiche contro talune malattie».
Le segnature tra scienza, credenza e religione
Una parte considerevole dell’intervento di Zucca sarà dedicata alla pratica delle segnature: un aspetto in cui il divario tra scienza e credenza risulta netto, ma comunque interessante da indagare dal punto di vista culturale e religioso.
Quali requisiti doveva avere chi praticava la segnatura? A quali formule, preghiere, invocazioni e gesti si ricorreva in questi casi? Perché le credenze di un potere terapeutico dei segni sono state così diffuse nel corso dei secoli a tutte le latitudini? E poi, nel contesto specifico, la religione cristiana come giudicava queste pratiche, chi le poneva in atto e chi vi ricorreva?
Sono questi i quesiti fondamentali cui Zucca sarà chiamato a dare adeguata risposta. E da ultimo: quali tipi di segnature erano diffuse in Lomellina e contro quali malattie?
«Zucca – concludono Gianluca Chiesa, componente del Consiglio della biblioteca, e il vice sindaco Matteo Barbieri – adotta naturalmente lo sguardo dello storico: descrive e spiega senza utilizzare il suo punto di osservazione privilegiato per emettere giudizi, anche quando alcune credenze popolari possono indurre al sorriso».
