

Broni esalta Cecilia Zandalasini: «Ha saputo unire talento e sacrifici»
Il papà Roberto e i professori del liceo esaltano il percorso di “Ceci”, campionessa Wnba con Golden State Valkyries
Broni. Un talento naturale, coltivato con una altrettanto naturale predisposizione al sacrificio. Cecilia Zandalasini ha appena conquistato il suo secondo titolo Wnba, con la casacca delle Golden State Valkyries, arricchendo così il suo palmares, già colmo di trionfi. Il suo paese d’origine, Broni, non è stupito per la carriera di Ceci, che sin dai suoi primi passi sul parquet, ha dato prova di una qualità cestistica eccelsa.
Ma la qualità da sola non basta, come racconta il papà Roberto. «Il talento c’è sempre stato, ma va coltivato e Cecilia l’ha sempre fatto - ci spiega- come genitori siamo enormemente orgogliosi del percorso che ha fatto, ma allo stesso tempo, siamo consapevoli degli sforzi che ha compiuto per arrivare a questi livelli».
Sacrifici e rinunce che per una ragazza possono anche pesare. «Pensiamo, per esempio, alla possibilità di portare avanti amicizie, quando magari ti vedi una o due volte all’anno con le amiche d’infanzia. La sua giovinezza ha contemplato delle rinunce, ma questi sacrifici sono stati poi ripagati».
La famiglia, con papà Roberto, mamma Paola, il fratello Andrea (anche lui cestista, con diverse stagioni nei dilettanti) e la sorella Camilla, ha sempre rappresentato un punto di riferimento significativo per Ceci. «Come famiglia, l’abbiamo sempre sostenuta nelle sue scelte, sempre condivise, come la decisione di frequentare il quinto anno del liceo a Schio o quando si è trasferita da sola a Istanbul per 3 anni, all’età di 21 anni. Ecco, se può esserci un insegnamento che Cecilia può trasmettere ai giovani è di credere nei propri sogni, impegnandosi sempre al massimo per coltivare il talento di cui si è dotati da madre natura».
Una stella sul campo da basket, ma anche sui banchi di scuola Cecilia ha sempre mantenuto un ottimo profitto.
La testimonianza arriva da Andrea Defilippi, vicepresidente del Liceo Golgi di Broni e da Diego Stagnitto, professore di fisica, che ha avuto Ceci come allieva. «Cecilia ha inaugurato il corso di scienze applicate nel nostro liceo - sottolinea Defilippi- ha frequentato la scuola per 4 anni, per poi spostarsi a Schio. È sempre stata molto brava come studentessa, la portiamo come esempio per il modo in cui sapeva conciliare il profitto scolastico con gli ottimi risultati nello sport». Com’era caratterialmente? «Molto determinata e ben integrata nella classe. Siamo estremamente felici per tutte le soddisfazioni che sta raggiungendo. Ora speriamo di averla con noi per lo spettacolo “Fisicamente” che organizziamo a scuola per fine novembre».
Intuitiva, intelligente e con una notevole capacità di apprendimento. Il professore di fisica Diego Stagnitto descrive così Cecilia: «È sempre stata bravissima nello sport e a scuola, le bastava poco per imparare. Non aveva molto tempo a disposizione per studiare, proprio per i suoi impegni sportivi, ma sapeva ottimizzarlo nel modo migliore». Il professor Stagnitto ricorda poi un aneddoto simpatico che riguarda i 4 anni di Cecilia al liceo Golgi: «Il professore di Scienze Motorie di quegli anni diceva spesso che il 10 l’avrebbe dato soltanto ad uno studente che sarebbe arrivato alle Olimpiadi. Diciamo che Cecilia quel 10 se l’era meritato ampiamente..».
