

Cinquecento persone al Carmine per i 25 anni de I Solisti di Pavia
La Messa in si minore di Bach con l’Orchestra Leonore di Pistoia e il Coro Maghini di Torino. Oltre settanta interpreti per celebrare l’anniversario dell’ensemble
Pavia. Cinquecento persone hanno riempito la chiesa di Santa Maria del Carmine per la Messa in si minore di Johann Sebastian Bach, suonata e cantata per celebrare i 25 anni dell’orchestra de I Solisti di Pavia.
«Sono felicissima della risposta del pubblico pavese, che ha formato una lunga fila ordinata per assistere a uno spettacolo di grandissima intensità emotiva – dichiara Sonia Selletti, presidente de I Solisti di Pavia –. Musicisti e cantanti hanno dato vita a un’interpretazione di rarissima profondità espressiva, restituendo tutta la forza spirituale di questo capolavoro di Bach». Nato da un’idea di Andrea Astolfi, subito condivisa e sostenuta da Fondazione Monte di Lombardia nel dicembre del 2001 e tenuto a battesimo da Mstislav Rostropovich, l’ensemble ha festeggiato questo anniversario insieme alla sua città. Sabato sera, venticinque anni dopo, I Solisti di Pavia, con l’Orchestra Leonore di Pistoia e il Coro Maghini di Torino, hanno conquistato il pubblico con un’esecuzione appassionante di uno dei monumenti della musica sacra. Sul palco oltre settanta interpreti, tra musicisti, coristi e cantanti solisti, per dare voce a una partitura di straordinaria complessità e forza espressiva. «Sono ancora emozionato per questo tributo a un’opera così importante – racconta a caldo Daniele Giorgi, direttore artistico de I Solisti di Pavia –. Riflettevo su quanto conti il luogo che accoglie la musica: qui abbiamo potuto trovare un’intesa ancora più profonda tra musicisti e coro e vivere questa esperienza con la massima intensità».

«Un concerto così importante non poteva che essere eseguito in questa nostra chiesa, al Carmine – ha commentato il vicario del vescovo, don Daniele Baldi –. La parrocchia è felice di ospitare un avvenimento di questa portata, voluto da I Solisti di Pavia e dalla Fondazione Monte di Lombardia, sempre vicina alla nostra parrocchia e alla nostra comunità. Anche perché la nostra chiesa conserva le spoglie del beato Bernardino da Feltre, fondatore del Monte di Pietà, l’istituzione da cui trae origine l’attuale Fondazione Monte di Lombardia».
In occasione del concerto, I Solisti di Pavia hanno donato al pubblico un cofanetto commemorativo dei primi venticinque anni della loro storia. «Questa sera il nostro pensiero non può che andare ad Andrea Astolfi – commenta Ferdinando Crovace, vicepresidente de I Solisti di Pavia –. Fu lui, da consigliere di amministrazione della Fondazione Monte di Lombardia, a proporre la costituzione di un ensemble che portasse il nome di Pavia nel mondo. E venticinque anni dopo, sfogliando le cartoline, ripercorriamo questa straordinaria storia».



