l’iniziativa

Dove nacquero gli 883. Un tour della città di Pavia tra realtà e finzione

Serena Simula

Dal “Jolly Blu” al “Celebrità” ecco la mappa dei luoghi storici. L’evento di Oltre Confine, invece, svela i set della serie tv, che debutta stasera

Pavia. Una passeggiata dentro alla storia degli 883. Un po' quella vera, con i luoghi storici frequentati da Max Pezzali e Mauro Repetto, e un po' quella ricostruita per adattarla alle esigenze cinematografiche della serie “Hanno ucciso l'uomo ragno, la leggendaria storia degli 883”, la cui seconda stagione esce proprio oggi su Sky e Now Tv.

Gaia Zampighi diventa Michela, la Miss pavese che incanta Max Pezzali nella serie sugli 883
L’intervista

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Giacomo Aricò

Con la guida giusta, Pavia non è solo la città di Sant’Agostino e dei Longobardi, ma anche quella lambita dallo spumeggiante spirito degli anni Novanta, diventata simbolo di un provincialismo genuino e scanzonato grazie ai testi del duo più noto della musica pop italiana. C’è chi ci ha già pensato: Oltre Confine Onlus ha realizzato il un tour intitolato “Quante fake sull’uomo ragno” che parte dallo schermo per confrontarsi con la realtà, divertendosi a svelare gli adattamenti della produzione.

I testi e i luoghi

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Nelle loro canzoni, gli 883 non hanno mai lesinato sui riferimenti alla città, e già riascoltare i testi offre parecchi spunti per i camminatori più curiosi. Un pellegrinaggio urbano non potrebbe prescindere da due locali che hanno dato il titolo ad altrettanti brani: il “Jolly Blu”, la sala giochi che si trovava poco oltre l’hotel Moderno (in viale Vittorio Emanuele II) e il “Celebrità” (la canzone era “La regina del Celebrità”) in via Cravos, noto anche in un certo periodo come Matisse. Come cita “Con un deca”, per la verità, le discoteche in quegli anni a Pavia erano due (contro le ben note 106 farmacie): l’altra era il Docking in via Rezia, chiuso da tempo.

Pensando alle frequentazioni di Max e Mauro, una menzione la meritano anche quello che una volta si chiamava bar Dante, e che oggi è il “Central Park” di viale Ludovico Il Moro. Ci sono i negozi di dischi, come il “Club 33” di via Bossolaro. E poi, ovviamente, la scuola in cui si sono conosciuti: il liceo scientifico Copernico, la cui sede è un edificio di cemento armato in zona Ticinello, in via Giuseppe Verdi: lì, in classe, i due si sarebbero incontrati nella metà degli anni Ottanta. Un altro bar associabile agli 883 è anche quello del Turista, in piazzale Tevere: Pezzali e Repetto l’hanno scelto per sceneggiare la loro riconciliazione nel 2024.

Se questi sono i luoghi reali, quelli che hanno fatto da sfondo all’esordio degli 883, ce ne sono altri che comunque i due conoscevano bene, ma che non rispecchiano esattamente la realtà delle cose. Sono quelli che vediamo ritratti nella serie, modificati per esigenze di copione. Partendo dalla zona del Borgo Ticino (la più ripresa dal regista Sidney Sibilia, ma a cui è erroneamente attribuita la residenza di Max, che abitava invece a San Giovannino) si può fare un passaggio obbligato sul lungofiume, teatro di un bacio romantico con l’inesistente Silvia. «Max - spiega la guida Valeria Cecchetto di Oltre Confine - dà a Silvia il primo bacio all’Imbarcadero, ipotizzato come “locale di ritrovo dei giovani per le feste negli anni Novanta”. In realtà l’Imbarcadero, oggi suggestivo locale sul Ticino, negli anni 90 era frequentato da persone agée: la serie quindi sceglie l’imbarcadero per le suggestive immagini sul Ticino, ma invece forse avrebbe voluto ricordare “Il Confluente”, oggi un ristorante, ma all’epoca locale di ritrovo per studenti delle superiori e universitari dove si poteva ascoltare musica dal vivo, o appunto festeggiare compleanni, come la finzione scenica racconta».

Ci si può poi spostare verso via Garibaldi, angolo via Porta, dove nei locali dello storico negozio “La Cicogna” è stato ricostruito il negozio di fiori dei genitori di Max: in realtà era situato in corso Cavour, e nel suo seminterrato si trovava la celebre saletta in cui sono nate le prime canzoni degli 883.

Nel tour di Oltre Confine si passa quindi in via Volta, dove c’è la scuola media “Felice Casorati” il cui ingresso nella serie è attribuito invece al liceo Taramelli: come già detto, Pezzali e Repetto non hanno frequentato né l’una né l’altra scuola, ma erano invece iscritti al Copernico. Altri punti salienti sono un altro dei negozi di dischi più frequentati dai ragazzi dell’epoca, da Nicola, sotto i portici della Varesina, e l’inventata casa di Silvia in via Porta Pertusi.

Le info

Il prossimo tour è domani (e replicato il 17 e il 24 ottobre) con partenza alle 16.30 dalla Lavandaia (Ponte Coperto, lato Borgo). Info e prenotazioni a visiteguidate@vieniapavia.it o al 375. 5709240.

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