L’intervista

Gaia Zampighi diventa Michela, la Miss pavese che incanta Max Pezzali nella serie sugli 883

Giacomo Aricò

L’attrice racconta la sua prima visita a Pavia: «La città mi ha fatto sentire a casa»

Pavia. Dalla Romagna alle rive del Ticino, con il sogno del cinema nel cassetto e la determinazione di chi sa esattamente dove vuole arrivare. Da questa sera (9 ottobre), gli spettatori di Sky e Now vedranno il volto di Gaia Zampighi entrare nelle case di tutta Italia con la serie tv “Nord Sud Ovest Est - La leggendaria storia degli 883”.

La giovane attrice, classe 2005, originaria di Faenza, interpreta Michela Rossini, una bellissima ragazza di Pavia che studia Fisica Nucleare e sulla quale sono state costruite diverse leggende metropolitane. Quella più chiacchierata la vuole figlia illegittima di Marcello Mastroianni, che 9 mesi prima della sua nascita si trovava a Pavia (per la precisione, a Bereguardo) per girare “I girasoli” del maestro Vittorio De Sica (1970).

Dove nacquero gli 883. Un tour della città di Pavia tra realtà e finzione
l’iniziativa

Dove nacquero gli 883. Un tour della città di Pavia tra realtà e finzione

Serena Simula

In realtà si parla di lei perché al concorso di “Miss Italia 1992” si è classificata quarta, un traguardo che le ha portato fama e gloria cittadina: nel secondo episodio, in un Almo Collegio Borromeo “truccato” da Palazzo Mezzabarba, la vedremo infatti ricevere il Salmerino d’Oro, un riconoscimento che rimanda al celebre San Sirino. Personaggio inventato, Michela Rossini farà battere il cuore di Max Pezzali, diventando fonte d’ispirazione della famosa canzone “Sei un mito”. Diplomatasi al liceo linguistico, Gaia Zampighi ha iniziato a recitare quando aveva 11 anni, studiando teatro tra Firenze e Milano. Un percorso fatto di sacrifici e studio che l’ha portata sul set di una delle produzioni più attese dell'anno.

L’abbiamo raggiunta per farci raccontare l'emozione di questo debutto che l’ha vista interpretare diverse sequenze nella nostra città.

Cosa ha significato per lei diventare Michela Rossini, la "Miss Italia" di Pavia?

«È stata una grandissima opportunità per evolvermi come persona e come attrice. Non mi era ancora capitato di interpretare un ruolo caratterizzato per molti aspetti dalla sua bellezza per cui durante lo studio del personaggio ho cercato di evidenziare le varie sfaccettature della sua personalità che la rendono un mito agli occhi di Max Pezzali. Avevo la necessità di tenere a mente il fattore “Miss Italia” ma soprattutto quella di far arrivare il personaggio come una ragazza spontanea che, come gli altri protagonisti della serie, sta cercando il suo posto nel mondo».

Che Pavia ha scoperto durante le riprese?

«Essendo nata e cresciuta a Faenza, una piccola città della Romagna, ho trovato a Pavia un clima molto familiare che mi ha ricordato casa. È stato bello vivere un periodo con tutto il team in una città così “intima”, così vicina a me».

contentid/1uc0ajoy01ljgmfakt7

Per i pavesi questa serie ha rappresentato una “festa” straordinaria. Che atmosfera ha respirato sul set?

«Le settimane a Pavia sono state sicuramente quelle che mi sono goduta di più, c’era una bellissima atmosfera e le riprese notturne tra le viuzze della città rimarranno per sempre un bellissimo ricordo. Il clima non era dispersivo come a Roma o Milano che a confronto sono enormi. Credo che questo aspetto ci abbia permesso di stringere un rapporto più profondo e vivere l’esperienza con un maggiore coinvolgimento».

C’è un aneddoto che ci vuole condividere?

«Quando mi arrivò il primo provino per la serie lessi sulla sceneggiatura che la scena in questione prendeva atto sull’argine del Ticino. In quel periodo vivevo a Milano quindi senza pensarci presi un treno e andai a provare la scena proprio nel luogo nel quale avremmo poi girato la definitiva. Arrivata all’argine ricordo di aver trovato un quadrifoglio, che conservo ancora, e una coccinella. Questa coincidenza mi fece sorridere e la interpretai come un benvenuto da parte della città».